Agugliaro: una reazione a catena
CLIMA TESO - Siamo
delusi, anche da un punto di vista umano” debutta Filippo Carpanese,
negli ultimi mesi, suo malgrado, nel mirino della cronaca di provincia
con i colleghi della minoranza di Agugliaro. Li avevamo lasciati alle
prese con il dibattuto Parco di pianura, circa un mese fa. Nel
frattempo si sono seguiti vari eventi bizzarri, due consigli
comunali “boicottati” prima dall'una e poi dall'altra parte: il 14
maggio è stata la maggioranza a non presentarsi “perché il clima
creatosi negli ultimi tempi non avrebbe permesso”, a detta del
vicesindaco Roberto Andriolo, “un dibattito pacato”; il 19 maggio
invece è stata la volta della minoranza che ha preferito non
partecipare dopo aver preannunciato la propria assenza. Nell’arco di
questa settimana gli avvenimenti si sono susseguiti con ritmo
incalzante sino alla dimissione di tre consiglieri di maggioranza.
GIUNTA AL LIMITE -
Il Consiglio comunale indetto per il 14 maggio presentava all'ordine
del giorno le osservazioni al Parco di pianura. Nel frattempo si
vociferava circa le presunte dimissioni di tre consiglieri di
maggioranza e, forse, anche dei quattro di minoranza. Mezz’ora prima
del consiglio comunale la maggioranza chiede che l’assemblea venga
spostata in municipio, a porte chiuse: la minoranza rifiuta, la
maggioranza non si presenta. La seduta è annullata. “Le dimissioni dei
consiglieri di minoranza, sollecitate dai tre di maggioranza, avrebbero
portato a far cadere la Giunta solo se contestuali” afferma Marilena
Permunian della minoranza. “Dal momento che tali condizioni non sono
state rispettate e il crollo della Giunta non era più possibile, noi
abbiamo preso tempo per capire come muoverci, perchè abbiamo percepito
che il desiderio di alcuni soggetti era quello di ostacolare
l’amministrazione nella convinzione che così si sarebbe bloccata
automaticamente la questione parco”. Al Consiglio successivo, previsto
in prima convocazione per sabato 17, la minoranza chiede di parlare
prima dell'appello in modo da non risultare presente alla seduta, e
annuncia la propria assenza per la seconda convocazione di lunedì 19.
“Il motivo - dice Permunian - era dimostrare la nostra volontà di
non appoggiare certi atteggiamenti: abbiamo sempre ribadito che non è
nostra intenzione portare avanti cause di singoli cittadini né fare
opposizione indiscriminata, perciò abbiamo preferito lasciare alla
maggioranza il compito di risolvere le rotture avvenute al loro
interno”.
OPINIONI DIVERGENTI -
“Il polverone sollevato dalla questione Parco - spiega il vicesindaco
Roberto Andriolo - ha creato tanta confusione per nulla: il problema
non è sostanziale ma di forma, perché ribadisco che si tratta di una
questione che non è di competenza del comune”. Eppure proprio il Parco
di pianura sarebbe tra i motivi principali del contrasto interno alla
maggioranza, cui sono seguite le dimissioni dei consiglieri Paola
Brentan, Nicola Zaffonato e Federico Lembo.
“Le mie
dimissioni - sottolinea Paola Brentan -sono un atto di protesta
alla questione parco, perché non sono stata informata su importanti
questioni di interesse pubblico. Non riesco a capire quali siano i
benefici, vedo solo i disagi che si ripercuoteranno sul paese facendo
chiudere gli allevamenti, vincolando le attività produttive,
appesantendo di burocrazia, vincoli e spese l’intera cittadinanza. Come
se non bastasse non è stato tenuto conto della richiesta, di ben
quaranta aziende, di stralcio dell’area parco, anzi sono state fatte
calunnie e strumentalizzazioni. Ora il Consiglio è composto da tre
consiglieri e un assessore che non sono stati eletti: quindi si
prenderanno le loro responsabilità”. Nel frattempo ad Agugliaro sembra
essere in atto una raccolta firme contro il Parco e contro
l’amministrazione a cui,sinora, nessuno avrebbe rifiutato di firmare.
PROSPETTIVE INCERTE -
“Penso che la situazione si sia risolta da sola - commenta il
vicesindaco -. La minoranza ha avuto un comportamento corretto,
responsabile nei confronti dei cittadini. C’è un rapporto di rispetto,
anche se di certo non si può pensare di fare una grande coalizione,
ognuno mantiene il suo programma”.
Filippo Carpanese, del gruppo
“Insieme per collaborare” sembra invece molto meno tranquillo: “La
vicenda ha portato ad un pessimo clima in paese: aleggia la diffidenza,
con rotture di amicizie e rapporti di vicinato. Questo è il punto che
più mi preoccupa”. E aggiunge: “Io ho chiesto esplicitamente come
condizione per la collaborazione futura le dimissioni del vicesindaco.
O si dimette il vicesindaco o noi non scendiamo a patti".
Sebbene la
minoranza, non presentando le dimissioni, possa aver contribuito alla
salvaguardia dell’amministrazione, non significa che tra le parti vi
sia condivisione di intenti. Di fronte a un quadro del genere si
prospetta un anno, fino alle prossime amministrative, di colpi bassi,
"tutto per un'amministrazione che si preoccupa solo di marciapiedi e
lampioni e dimentica che deve guidare un paese" conclude Carpanese.
“Noi abbiamo cercato di operare alla luce del sole ma non è servito a
niente: tentare di restare coerenti con le nostre posizioni ci ha
portato alla condizione di essere considerati nemici da tutti".
Luisa Tosetto
Corriere Vicentino, giugno 2008
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